attila sallustro

Attila Sallustro

Attila Sallustro (Asunción, 15 dicembre 1908 – Roma, 28 maggio 1983) è stato un calciatore e allenatore di calcio paraguaiano naturalizzato italiano, di ruolo attaccante. Spesso è indicato come Sallustro I per distinguerlo dal fratello Oreste (Sallustro II).

Ha legato la sua carriera agonistica al Napoli, squadra nella quale militò dal 1926 al 1937 per 11 stagioni (più una tra le file dell’Internaples), di cui 4 da capitano, e rimanendo a lungo il calciatore azzurro con più reti in tutte le competizioni.

Nato ad Asunción, figlio di Anna D’Amato e Gaetano Sallustro, ebbe due fratelli minori: Oreste, anch’egli calciatore, e Oberdan, che divenne dirigente FIAT in Argentina e venne sequestrato e ucciso da un commando di rivoluzionari argentini nel 1972. Sposatosi nel 1934 con la popolare soubrette Lucy D’Albert, spesso accusata di essere una delle cause del declino dell’attaccante, ebbe da lei un figlio, Alberto. Morì a Roma all’età di 74 anni.

Club

Sallustro iniziò a giocare a calcio all’età di 8 anni per migliorare le sue condizioni di salute. Dopo quattro anni giocati in una formazione di pulcini della sua città natale, arrivò a Napoli con la famiglia all’età di 12 anni, nel 1920. Dalla fusione di questa con il Naples nacque l’Internazionale Naples o InterNaples, di cui Sallustro divenne centravanti a 17 anni. Nel suo primo campionato, segnò dieci reti in 13 presenze, raggiunse la finale di Lega Sud, dove perse con dall’Alba Roma conquistando comunque la promozione in Divisione Nazionale. L’anno successivo, con la nascita dell’Associazione Calcio Napoli con presidente Giorgio Ascarelli, ne divenne attaccante titolare.

L’ascesa con il Napoli

La prima stagione fu però fallimentare. Inserita nel Girone A, la squadra fece solo un punto in diciotto gare, con Sallustro che segnò una sola rete giocando le gare da titolare. Ripescato per motivi geografici, nella stagione successiva il Napoli migliorò le sue prestazioni, ottenendo la prima vittoria nella massima serie alla prima giornata (Napoli-Reggiana 4-0, con gol di Sallustro). L’attaccante mise a segno 5 reti in 10 presenze, ma la squadra era ancora lontana dalla qualità delle compagini settentrionali. La stagione terminò per i partenopei al terzultimo posto, ripescati ancora una volta grazie all’allargamento dei gironi da undici a sedici squadre.

La stagione 1928-1929 segnò un deciso miglioramento. Il Napoli arrivò ottavo su sedici nel Girone B, a pari merito con la Lazio, grazie all’apporto di Sallustro autore di 22 reti. Lo spareggio per la partecipazione alla futura Serie A si giocò a Milano il 23 giugno 1929 e terminò 2-2. La FIGC non fece ripetere la gara in quanto il campionato passò da sedici a diciotto squadre.

Sallustro in azione con la maglia del Napoli.

La società intanto aggiunse nuovi rinforzi, specie in attacco. Per il primo campionato di Serie A arrivarono infatti Antonio Vojak, prelevato dalla Juventus, e soprattutto Marcello Mihalich dalla Fiumana. Questi con Sallustro formò una coppia offensiva segnata da una grande intesa. Inoltre la dirigenza mise sotto contratto anche Oreste Sallustro, fratello di Attila, mettendo alla guida della squadra William Garbutt. Il Napoli arriva al quinto posto finale.

L’anno successivo, nonostante un buon inizio, le prestazioni della squadra calarono sul finale di campionato, a causa della dipartita di Sallustro per adempiere al servizio militare. Il centravanti riuscì comunque a marcare dieci reti in 29 gare, con la squadra che terminò al sesto posto. Ancor più sottotono fu la stagione 1931-1932, con la squadra che terminò al nono posto anche a causa di un minor numero di gol segnati dagli attaccanti. anche se Attila Sallustro segnò dodici reti in 26 presenze, mancò in particolare l’apporto di Vojak, che siglò “solo” nove marcature rispetto alle venti reti delle due stagioni precedenti.

L’annata 1932-1933 fu quella del rilancio

La squadra infatti, fin dall’inizio nelle prime posizioni della classifica, subì il ritorno della Juventus che vinse nove partite consecutive e alla fine conquistò il titolo con diversi punti di vantaggio. I partenopei terminarono al terzo posto, a pari merito con il Bologna, mancando l’accesso alla Coppa Europa solo a causa del peggior quoziente reti rispetto ai felsinei. Grandi protagonisti furono Sallustro (autore di 19 reti in 30 partite) e Vojak, con 22 reti all’attivo e terzo della classifica dei cannonieri. La stagione 1933-1934 fu quella della conferma. Nonostante un non eccellente avvio di campionato, i partenopei rimontarono nel girone di ritorno, terminando nuovamente al terzo posto (dietro a Juventus e Inter), conquistando per la prima volta la qualificazione alla Coppa Europa. Vojak con 21 reti guidò i napoletani. Sallustro (nominato capitano della squadra) segnò solo cinque reti in 25 gare.

Le ultime stagioni in azzurro

La stagione 1934-1935 segnò un calo rispetto a quelle precedenti. I partenopei terminarono il campionato al settimo posto, mentre furono eliminati dalla Coppa Europa al primo turno contro gli austriaci dell’Admira Vienna. Dopo lo 0-0 in trasferta e il 2-2 in casa, i napoletani persero lo spareggio disputato a Zurigo per 5-0. In quella occasione Sallustro per scarso impegno fu multato di 2.500 lire. In tutta risposta, l’oriundo saltò gli allenamenti per due mesi e, di conseguenza, marcò in campionato sette reti in sole 20 presenze.

Nelle ultime due stagioni il Napoli terminò rispettivamente ottavo nel 1936 (eliminato ai quarti di Coppa Italia dal Milan) e tredicesimo nel 1937, ad un passo dalla zona retrocessione (ed eliminato ancora una volta ai quarti di Coppa Italia, questa volta dalla Roma). Attila Sallustro fece registrare sette reti in 26 presenze nella sua penultima stagione, e tre marcature in 8 gare nell’ultima annata con la maglia azzurra. In totale, con la maglia del Napoli l’oriundo disputò undici campionati segnando 104 reti in campionato, 1 in coppa Italia e 1 nelle coppe europee.

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