L’Atalanta Bergamasca Calcio, detta semplicemente Atalanta, è una società calcistica italiana, fondata nel 1907, con sede a Zingonia, una città in provincia di Bergamo.
L’Atalanta è la squadra col maggior numero di partecipazioni in Serie A (54), fra le squadre rappresentanti le città non capoluogo di regione.
Tra le squadre che non hanno mai conquistato uno scudetto, l’Atalanta è quella che ha disputato la maggior parte dei campionati di massima serie. Nel 1988 raggiunge la semifinale di Coppa delle Coppe, mentre era in serie B, diventando la seconda ed ultima squadra europea ad essersi aggiudicata il miglior risultato nelle coppe europee.

LA STORIA DELL’ATALANTA BC

La prima società di calcio a Bergamo fu il Foot Ball Club Bergamo, fondato da emigranti svizzeri nel 1903, che partecipò ai campionati lombardi F. I. F. fino al 1910.
L’Atalanta venne fondata nell’ottobre del 1907 da alcuni liceali, inizialmente come la Società Bergamasca di Ginnastica e Sports Atletici. Il nome Atalanta deriva dall’omonima eroina greca dei racconti mitologici.
Nel 1913 la società bergamasca realizzò la sua sezione di calcio, che venne riconosciuta e ufficializzata dalla FIGC solo l’anno successivo.
Nella stagione 1914/15 l’Atalanta partecipa alle eliminatorie del campionato di Promozione lombarda, arrivando seconda nel girone B e conquistando il quarto posto nel girone finale.
Dopo la ripresa delle attività sportive, ferme a causa dello scoppio del primo conflitto mondiale, la società si impegnò nella ristrutturazione di un ippodromo caduto in disuso, la Clementina, per gestire al meglio l’ammissione alla Prima Categoria.
Intanto, nel 1911, la fusione tra la Società Bergamasca di Ginnastica e Scherma ed il Football Club Bergamo, diede vita alla squadra di calcio Bergamasca, che fece il suo ingresso nel campionato di Promozione. Nel 1919, la FIGC dichiarò che doveva esistere una sola squadra nel campionato di Prima Categoria, per la città di Bergamo; fu così indetto uno spareggio tra le due squadre rivali, che si concluse con il 2-0 per l’Atalanta, che ottenne così il diritto di accedere al campionato di Prima Categoria del 1919/1920.
Sempre nel 1920 ci fu un’altra fusione, che vide interessate la Società per gli Sports Atletici Atalanta e la Società Bergamasca di Ginnastica e Scherma; queste società si unirono sotto la denominazione di Atalanta e Bergamasca di Ginnastica e Scherma, abbreviata in Atalanta Bergamasca Calcio. La fusione interessò anche i colori delle due squadre, che portarono alla scelta dell’uniforme di colore nero (Atalanta) ed azzurro (Bergamasca).
A causa dei contrasti tra alcuni componenti dei due gruppi, Umberto Battaglia, dirigente e calciatore della vecchia Bergamasca, attuò una scissione finalizzata alla ricostruzione di una nuova Unione Sportiva Bergamasca, che però venne sciolta quasi subito, per problemi economici.
Dopo la fusione, nel primo campionato di Prima Divisione, i bergamaschi arrivano in quarta posizione, mentre l’anno successivo conquistano la terza posizione; l’anno dopo ancora, l’Atalanta riesce a vincere il proprio girone nella Seconda Divisione, ricevendo una coppa del Comitato Regionale, venendo ammessa nel campionato nazionale, perso contro il Carpi. Nella stagione 1924/25, l’Atalanta rischia la retrocessione, ma si salva grazie ad uno spareggio fortunato.
Nel 1925, la guida della squadra venne affidata al primo vero allenatore professionista, Cesare Lovati, che ingaggiò i primi due giocatori stranieri, Lukacs e Hauser, che portarono la squadra al terzo posto in classifica.
Nel 1928, con l’obiettivo di essere promossi nella Divisione Nazionale, che corrisponde alla Prima Divisione, vengono ingaggiati a Bergamo il primo allenatore straniero della storia bergamasca, Imre Payer ed il primo massaggiatore della squadra, Leone Sala.
Nello stesso anno venne realizzato lo stadio più grande di Bergamo e l’anno successivo, non essendo riusciti ad essere ammessi al campionato di massima serie, l’Atalanta partecipò al campionato nazionale di Serie B.
Da questo momento in poi seguono anni di presenze in Serie B, fino alla stagione del 1932/33, quando l’Atalanta rischiò di non iscriversi al campionato, a causa di problemi economici.
Finalmente, nel 1936/37, sotto la guida dell’allenatore Ottavio Barbieri, l’Atalanta riuscì ad arrivare in Serie A e affrontò, nella sua prima partita di massima serie, la Juventus. Purtroppo la presenza dei bergamaschi in Serie A durò poco, perché la stagione terminò con una nuova retrocessione in B.
Nella stagione del 1938/39, con la panchina affidata a Ivo Fiorentini, l’Atalanta conquistò il primo posto in Serie B e poté essere di nuovo ammessa nel campionato di serie A, dove rimase fino al 1942/43, quando lo scoppio del secondo conflitto mondiale causò la sospensione dei campionati.
Al termine della seconda guerra mondiale, il presidente dell’Atalanta Turani, decise di risanare le il bilancio della società; durante gli anni successivi, l’Atalanta è ormai fissa in Serie A e nel 1947/48, conquista il quinto posto in classifica, sempre sotto la guida di Fiorentini, che rimase nella squadra fino al mese di marzo, quando diede le sue dimissioni e fu sostituito da Carlo Carcano.
Per affrontare la nuova stagione, la panchina bergamasca viene affidata a Giovanni Varglien, che ingaggiò tre giocatori stranieri, Sorensen, Hansen e Nordahl, che contribuirono a condurre la squadra in testa alla classifica, dopo solo due giornate. Il campionato si concluse con la conquista dell’ottavo posto in classifica, per i bergamaschi.
Durante gli anni ’50, l’Atalanta si consolidò in Serie A, grazie alla bravura di giocatori come Rasmussen, Bassetto, Angeleri, Longoni, Rota e Cominelli. Nel 1957, mentre cercava di evitare la retrocessione, l’Atalanta parve salvarsi all’ultima giornata, ma venne accusata di illeciti e retrocessa comunque. L’anno successivo le accuse vennero ritirate ed i testimoni affermarono di essersi inventati tutto e la squadra bergamasca venne riconfermata in Serie A, dopo aver vinto il secondo campionato di Serie B della sua storia.
L’apogeo della stagione bergamasca venne qualche anno dopo, nel 1962/63, quando la società nerazzurra vinse per la prima volta la Coppa Italia, a San Siro, contro il Torino. L’anno dopo la squadra bergamasca debuttò nella Coppa delle Coppe, ma venne eliminata subito.
Nel 1964 muore il presidente Turani, al quale succede Attilio Vicentini, che vide l?Atalanta retrocedere nuovamente in B, dopo 10 campionati disputati in Serie A. Dopo ulteriori cambi dirigenziali, la presidenza della società nerazzurra passò ad Achille Bortolotti, socio azionario da qualche anno.
Dopo un anno di presenze in B, l’Atalanta riuscì a tornare in Serie A, dove rimase però per poco, prima di essere retrocessa ancora in B. Questa volta la presenza dei bergamaschi in B durò più del previsto, fino al 1976/77, quando fu di nuovo promossa in Serie A. Nella stagione seguente, l’Atalanta si riconfermò in A, ma nel 1978/79, fece di nuovo il suo ingresso nella Serie B. L’anno dopo, per la prima volta nell’arco della sua storia, l’Atalanta mancò la promozione e venne addirittura retrocessa in Serie C1.
Questo fu il periodo più buio per la squadra bergamasca, che tornò successivamente in Serie B, grazie all’allenatore Ottavio Bianchi. Intanto il presidente Bortolotti aveva ceduto la massima carica dirigenziale a suo figlio Cesare. Nella stagione 1983/84, l’Atalanta torna a vincere il campionato di Serie B, grazie alla guida dell’allenatore Nedo Sonetti e ai due migliori marcatori della categoria, Magrin e Pacione.
La L’ennesima retrocessione i B arrivò durante la stagione 1986/87, quando i bergamaschi retrocedono all’ultima giornata; per contro, l’Atalanta riuscì a raggiungere la finale di Coppa Italia, dove perse contro il Napoli.
La stagione 1987/88, fu quella dell’allenatore Emiliano Mondonico, che guidò la squadra in Serie A e soprattutto nella semifinale della Coppa delle Coppe, dove fu però sconfitta dai belgi del Malines.
L’anno dopo, con un assetto vincente, l’Atalanta ottiene un sesto posto finale e la qualificazione in Coppa UEFA, dove venne eliminata subito dai russi dello Spartak Mosca.
Quello stesso anno, il presidente Cesare Bortolotti morì in un incidente stradale e la presidenza tornò a suo padre Achille, fino all’acquisto del pacchetto azionario da parte dell’immobiliarista Antonio Percassi.
Nell’anno 1993/94, il presidente Percassi decise di ingaggiare l’allenatore Guidolin, che però non fu risolutivo anzi, condusse la squadra bergamasca al penultimo posto della classifica. A questo punto la presidenza della società viene ceduta a Ruggeri, che decise di far tornare alla guida della squadra l’allenatore Mondonico, che riuscì a far tornare l’Atalanta in serie A.
Gli anni successivi sono caratterizzati da un buon andamento in classifica per l’Atalanta, fino alla stagione 1996/97, quando la squadra retrocede nuovamente in Serie B durante l’ultima giornata. La disfatta segnò la fine della presenza sulla panchina nerazzurra di Mondonico.
La squadra nerazzurra si riaffacciò alla Serie A nella stagione 1999/2000, sotto la guida di Giovanni Vavassori. L’anno successivo, grazie all’entusiasmo e alla grinta tornati in squadra, l’Atalanta disputò il campionato più bello, giocando un tipo di calcio efficace e divertente.
Nel 2003, la squadra allenata da Vavassori, che in quell’occasione si fece espellere, retrocesse in B. Si provò a risalire immediatamente, tramite la guida di Andrea Mandorlini, che riuscì a far promuovere l’Atalanta nuovamente in A.
Purtroppo l’andamento altalenante riportò la squadra nerazzurra in retrocessione, sotto la guida di Delio Rossi. La squadra venne così affidata a Stefano Colantuono, un tecnico romano, che la riportò in massima categoria. Al termine della stagione, Colantuono decise però di trasferirsi a Palermo e venne sostituito da Luigi Delneri.
Nel 2008 un aneurisma colpisce il presidente Ruggeri cede la vicepresidenza dalla figlia Francesca e l’amministrazione al figlio Alessandro. Intanto l’Atalanta si mantiene in una posizione centrale in classifica, sperando di poter conquistare un posto in Coppa UEFA, che però non arrivò mai.
Nello stesso anno, il figlio Alessandro viene nominato presidente, mentre la squadra si mantiene nelle zone medio alte della classifica. L’anno successivo Ruggeri ingaggia il tecnico Angelo Gregucci, al posto di Delneri, che venne quasi subito esonerato, dopo quattro brutte sconfitte, in favore di Antonio Conte che, a causa di una stagione sfortunata , decise di dimettersi. A questo punto la società ingaggiò Bortolo Mutti e l’andamento della squadra parve risollevarsi, fino alla penultima giornata, dove fu inevitabile la retrocessione, dovuta ad un punto solo conquistato dai bergamaschi.
Con la retrocessione iniziò un periodo di forti contrasti interni, tra la dirigenza ed i tifosi atalantini, dovuta alla mancanza di comunicazione tra le parti. Così, nel maggio del 2010, Alessandro e Francesca Ruggeri, detentori del pacchetto azionario di maggioranza della società, annunciarono la vendita della società nerazzurra.
Durante la successiva fase di trattative che interessò la società, la squadra riuscì a tornare in Serie A, alla fine della stagione, con il miglior risultato di sempre, 79 punti. Tuttavia, nel giugno del 2011, Cristiano Doni venne messo sotto inchiesta per sospette scommesse illegali nel calcio, basate sulla manipolazione dei risultati. Questo fatto comportò una penalizzazione di 6 punti alla squadra e tre anni e sei mesi di squalifica per Doni e Manfredini, che venne successivamente prosciolto dalle accuse.
Nonostante la penalizzazione e la battaglia legale in corso, l’Atalanta fece un campionato memorabile, conquistando tre vittorie consecutive e la salvezza matematica, con tre giornate di anticipo.
Nella stagione 2013/14, l’Atalanta ottiene sei vittorie consecutive e chiude il campionato con 50 punti e con l’undicesimo posto in classifica.

EMBLEMA E COLORI BERGAMASCHI

Da quando è stata fondata nel 1907, l’Atalanta indossa l’uniforme bianconera a strisce verticali ed i pantaloncini neri. Dopo la fusione con la Bergamasca, ci fu l’adozione dei colori nerazzurri, tipici bergamaschi, sostituendo le parti bianche con il colore nero.
Il nome della società deriva dalla figura mitologica di Atalanta. Fu proprio il volto della bellissima principessa dell’Arcadia ad ispirare il logo dello stemma, costituito dal profilo della ragazza, su sfondo nerazzurro.

Fonte http://www.snai.it/wiki/scommesse/atalanta

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